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Questi non sono "tuoi" pensieri

Di Joseph Goldstein

É importante fare dei pensieri l'oggetto della mindfulness. Se rimaniamo inconsapevoli dei pensieri mentre sorgono, é difficile sviluppare una percezione sulla loro natura impersonale e sulla nostra profonda e sottile identificazione con il processo del pensiero. Questa identificazione rafforza l'illusione dell'io, di qualche “io” che sta pensando. Meditare sui pensieri significa semplicemente essere consapevoli, mentre i pensieri sorgono, che la mente sta pensando, senza coinvolgersi nel contenuto: non seguendo una linea di associazione, non analizzando il pensiero e perché é venuto, ma meramente essere consci che nel momento specifico il “pensare” sta accadendo. É utile fare una nota mentale di “pensando, pensando” ogni volta che un pensiero sorge; osserva il pensiero senza giudizio, senza reazione al contenuto, senza identificarti con esso, senza portare il pensiero a essere io, o l'ego, o il mio. Il pensiero é il pensatore. Non c'é nessuno dietro di esso. Il pensiero é il pensare in sé. Viene senza essere invitato. Vedrai che, quando c'é un forte distacco dal processo del pensiero, i pensieri non durano a lungo. Non appena sei consapevole di un pensiero, scompare e l'attenzione ritorna al respiro. Alcune persone possono trovare utile etichettare il processo del pensiero in modo più preciso, per osservare diversi tipi di pensieri, sia “pianificando” o “immaginando” o “ricordando”. Questo affila il fuoco dell'attenzione. Altrimenti, la semplice nota di “pensando, pensando” servirá allo scopo. Cerca di essere consapevole del pensiero non appena sorge, piuttosto che alcuni minuti dopo. Quando sono notati con precisione e equilibrio, non hanno il potere di disturbare la mente.

I pensieri non devono essere trattati come ostacoli o impedimenti. Sono semplicemente un altro oggetto di mindfulness, un altro oggetto di meditazione. Non lasciare che la mente diventi pigra e si allontani. Fai lo sforzo per una grande chiarezza rispetto a ciò che sta accadendo nel momento.

Suzuki Roshi in Zen Mind, Beginner's Mind scrive:

Quando stai praticando la meditazione zazen, non cercare di fermare il tuo pensiero. Lascia che si fermi da solo. Se qualcosa viene alla tua mente, lascialo entrare e lascialo uscire. Non ci vorrà molto. Quando cerchi di smettere di pensare, significa che sei infastidito da esso. Non essere infastidito da nulla. Sembra che qualcosa venga da fuori della tua mente, ma in realtá sono solo le onde della tua mente e, se non sei infastidito dalle onde, gradualmente diventeranno sempre più calme. . . Molte sensazioni vengono, molti pensieri o immagini sorgono, ma sono solo onde della tua stessa mente. Nulla viene da fuori della tua mente… Se lasci la tua mente come é, diventerá calma. Questa mente é chiamata grande mente.

Lascia semplicemente che le cose accadano come accadono. Che tutte le immagini, i pensieri e le sensazioni sorgano e passino senza essere infastiditi, senza reagire, senza giudicare, senza attaccarsi, senza identificarsi con essi. Diventa uno con la grande mente, osservando attentamente, microscopicamente, tutte le onde che vanno e vengono. Questo atteggiamento porterá rapidamente uno stato di equilibrio e calma. Non lasciare che la mente perda il fuoco. Mantieni la mente nitidamente consapevole, momento per momento, di ciò che sta accadendo, sia nell'inspirazione, nell'espirazione, nelle sensazioni o nei pensieri. In ogni istante, concentrati sull'oggetto con una mente equilibrata e rilassata.

Istruzione: Consapevolezza

Uno dei fondamenti della mindfulness é la consapevolezza, la facoltá della conoscenza. [I quattro fondamenti della mindfulness sono delineati nel Satipatthana Sutta. Gli altri tre sono gli oggetti sensoriali del corpo, le sensazioni di piacere o avversione e le qualitá mentali.] Un modo per sviluppare la piena consapevolezza del conoscere é trattare la consapevolezza stessa come l'oggetto della meditazione. In qualsiasi movimento del corpo, puoi iniziare a sentire la facoltá della conoscenza, perché l'oggetto fisico é così evidente. Rilassa la mente e cerca di sentire la facoltá della conoscenza che sorge contemporaneamente al movimento. É importante ricordare che la conoscenza e l'oggetto sorgono simultaneamente. Non puoi separare la consapevolezza dall'oggetto. Ma é possibile distinguere i due processi, per vedere che il flusso di oggetti é un processo e il flusso di consapevolezza é un altro. Stanno accadendo simultaneamente, con due funzioni diverse. Non cercare di identificare la consapevolezza, definirla o limitarla con precisione. É un oggetto molto sottile e immateriale. Ma con una mente rilassata, possiamo iniziare a sentire il processo della consapevolezza. Poiché é un oggetto così sottile, costringerá la mente a essere molto attenta. É impossibile sperimentare chiaramente se la mente é sciatta o pigra.

A volte, seduto, puoi riportare l'attenzione al conoscere. Il respiro sperimentato come dentro-fuori o salire-scendere é solo un processo materiale. La conoscenza di ciò é la mente, la consapevolezza. Quando sei in silenzio e centrato, dirigi l'attenzione al “conoscere”. Non sforzarti di trovarlo o cercare di localizzarlo da qualche parte nel corpo. Semplicemente sii consapevole in modo facile del processo del conoscere che accade.

Uno dei fattori dell'illuminazione é l'investigazione del dharma, che significa la qualitá investigativa della mente che esamina, che esplora come gli elementi della mente funzionano. Non aver paura di usare la mente in questo modo per investigare. Ma non con parole, non con pensieri, non con concetti. Cerca di ottenere una sensazione del processo di consapevolezza che accade insieme all'oggetto. Questa esperienza porta la libertá dall'identificazione con l'osservatore. L'insight viene dalla percezione che l'osservazione sta accadendo senza un osservatore, testimoniando senza una testimone.

Articolo originariamente pubblicato su Tricycle